Origine del Cristianesimo: molte religioni antiche, non sono altro che la trasposizione antropomorfica (in forma umana) della realtà astronomica


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Riflessioni sull'origine del Cristianesimo

Roberto Di Molfetta

Origini del Cristianesimo


« Horus è il Dio Sole dell'Egitto, risalente all'anno 3000 avanti Cristo. È la divinità del sole antropomorfa più importante, e la sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del Sole nel cielo. Horus è nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita è stata accompagnata da una stella dell'est che i re seguirono per trovare il neonato salvatore e portagli dei doni. All'età di 12 anni era un prodico insegnante adolescente, all'età di trenta anni egli fu battezzato da Anup e da quel momento iniziò il suo ministero. Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui mentre compiva miracoli come la guarigione dei malati e il camminare sulle acque. Ad Horus venivano attribuiti nomi simbolici come "La verità", "La luce", "Il figlio eletto di Dio", "Il buon pastore", "L'Agnello di Dio" e molti altri.
Dopo essere stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per tre giorni, dopodiché è risorto.  »


Il seguente documento è frutto di opinioni personali, anche se suffragate da studi precedenti nella medesima direzione argomentativa, e non costituisce che un arricchimento al dibattito sulle religioni.

Provocazione:
Perché si dice "credo in Cristo" ?
Si crede piuttosto in quei libri umani dove ci sono scritte molte cose, ma dei quali non c'è prova di intervento di un Dio ad ispirarli. I vangeli potrebbero essere degli ottimi, insuperabili romanzi. Perché devono essere per forza sacri ? Così si ragiona al contrario: si vuole dimostrare una cosa dandola già per scontata.
Dovrebbero prima dimostrarci che i vangeli sono i resoconti della vita di un Dio e poi potremmo credere che sono sacri e non dirci che sono sacri e perciò credere alle cose inverosimili che ci sono scritte (miracoli, resurrezioni, ascensioni, gravidanze senza rapporti o inseminazioni).

Fin dai primissimi anni della civiltà umana, l'uomo ha dato grande importanza agli astri, in quanto la conoscenza astronomica era fonte di conoscenza delle stagioni, del comportamento della Luna e del Sole, cose che per un mondo dove la Natura guidava il comportamento umano, con la coltivazione di piante alimentari, e la navigazione con relative maree, erano essenziali per avere buoni raccolti, ottimo pescato.
L'area dove il nostro progenitore, l'uomo di Cro Magnon, iniziò a prosperare divenne sempre più secca, e divenne sempre più difficile sopravvivere praticando la caccia e la raccolta. L'uomo di Cro Magnon si ritirò nella terra fertile del Tigri e l'Eufrate. All'inizio sopravvisse continuando a raccogliere quanto trovava, per esempio grano selvatico. Ma gli ulteriori mutamenti climatici resero sempre più inadeguato questo stile di vita. Così, lentamente, a partire dal 10000 a.C. circa, l'uomo di Cro Magnon mise a punto le tecniche necessarie per diventare agricoltore. In un primo tempo si limitò a seminare le piante selvatiche, tornando poi più tardi per raccogliere quanto era cresciuto. Nello stesso periodo si ebbe la domesticazione degli animali, e anche questo fu un processo accidentale: prima interessò i cani, poi i cavalli, le pecore, le capre e infine il pollame. Per un lungo periodo iniziale, l'agricoltura si alternò al nomadismo. Poi, a partire dal 6500 a.C. circa, prevalsero l'agricoltura stanziale e la vita sedentaria di villaggio. L'esistenza divenne sempre più stabile, prevedibile e sicura. Gli individui vivevano più a lungo e la popolazione aumentò di numero[1]. Si può dire che la corrispondenza tra il paradiso terrestre della Bibbia e quello storico non sia peregrina.
In più c'è da dire che i primi uomini, non avendo informazioni scientificamente esatte sulla presenza e l'influenza degli oggetti nel cielo, ipotizzavano gli stessi avessero un potere enorme sulle loro vite. Da qui la nascita dell'astrologia. In più non va dimenticato che di tutti gli astri, il più importante, anche per chi vorrebbe ignorarlo, è il Sole, che logicamente gli antichi sapevano essere determinante per il clima, l'agricoltura, il benessere dell'uomo su questa terra.
Se il Sole è troppo caldo si hanno siccità e sofferenze, quando fa freddo si hanno patimenti e tempo difficile da gestire e sopportare.
Fin dall'inizio e presso una pletora di popoli della nostra storia più antica, il Sole veniva considerato una divinità per questa potenza enorme sui destini degli uomini. I popoli americani precolombiani sacrificavano addirittura gli esseri umani al Sole.
Ora, quello che riflettendo ho pensato riguardo ai Vangeli cristiani, è che essi non siano altro che la antropomorfizzazione, cioè la trasformazione in esseri e vite umani di fenomeni astronomici conosciuti agli antichi. Il culto del Cristo altri non è che un culto solare celato dietro la vita di una persona riportata nei libri evangelici.
La stessa croce su cui è sacrificato il Cristo non è altro che la simbologia delle stagioni, dove il Sole sacrifica se stesso per offrire calore ed energia al pianeta Terra, il suo cuore. L'estate è la testa, i piedi l'inverno, le stagioni medie le due estremità superiori. In questo ciclo continuo delle stagioni il Sole sacrifica se stesso per il benessere della Terra. Questa è almeno la visione che ne avevano gli antichi che hanno steso le righe del Nuovo Testamento, che alcuni testi vogliono scritto nell'Egitto del I secolo d.C., nazione dove gli scribi erano imbevuti di cultura adorante il Sole, abituati a vedere quello che per noi è un astro come una divinità manifestantesi in cielo.
La stessa vita di Cristo non è altro che un insieme di fatti astronomici velati da biografia: i dodici apostoli non sono altro che le dodici sezioni del cielo dove il Sole viene ospitato, e lo scorpione è dove si indebolisce, il traditore. Il Sole compie autentici miracoli naturali: moltiplica il cibo, sembra resuscitare i malati defunti con il suo benefico effetto, sembra camminare sulle acque al tramonto. In più la nascita da una vergine era un mito che si tramandava da culti molti più antichi del cristianesimo, come la nascita del dio Mitra. Curioso il fatto che il 25 dicembre venisse considerata come data di nascita di molte divinità.
"Padre nostro, che sei nei cieli" evidente richiamo al Sole; "sia santificato il tuo nome": la domenica, nei paesi anglosassoni, si chiama Sunday, il giorno del Sole; "dacci oggi il nostro pane quotidiano" chiaro riferimento al raccolto che per i popoli antichi, fondati sulla civiltà contadina, era ricchezza fondamentale.
Mi si può obbiettare che i romani antichi l'usavano normalmente come punizione esemplare: ma il culto nascostamente solare del cristianesimo l'ha presa a simbolo della sua personificazione del sacrificio del Sole nel donare la vita e così l'ha diffusa.
Il fatto è che per secoli la religione cristiana ha imposto di credere in libri scritti da esseri umani dove si propagandavano resurrezioni, vergini incinte senza intervento umano, camminate sull'acqua, moltiplicazioni dei pani e dei pesci, e si può civilmente obiettare che queste cose sembrano nascere più dalla personificazione allegorica dei comportamenti astronomici, cultura del tempo, che da una verità oggettiva, in realtà mai dimostrata. Affermo queste cose nel tentare di aprire gli occhi a chi crede in simili cose per abitudini o per il mero fatto di essere nato in Italia. Meglio sarebbe se, una volta informati di come storicamente le culture di ogni tempo rendono simbolico il loro modo di vedere il mondo, si continuasse a credere nella propria religione con un consenso diciamo così, informato.

Probabilmente, molte persone colte sono già arrivate alle conclusioni del presente scritto, e sicuramente con una mole di documentazione ben superiore. Ma stante l'importanza storica e sociale delle religioni, sicuramente preferiscono seguire la massa semplicemente di coloro che si definisco laici o atei, ben sapendo che la libertà di coscienza è tollerata nella società attuale ma meno la possibilità di discutere liberamente, senza paraocchi inculcati dall'infanzia in una società quasi monoreligiosa, discutere di religione e di religioni partendo dal presupposto che tutte esse si possono ricondurre alla produzione culturale storica del genere umano, come le leggende o i romanzi considerati tali.
Un sito come questo, pronto ad accogliere le scienze sociali come punto importante dello svelamento delle coercizioni, della socializzazione, come momento di inculcamento di una visione del mondo che può rimanere acritica se lasciata avvizzire nell'abitudine sclerotizzante, vuole con questa pagina fornire un punto di dibattito che ovviamente non esaurisce il discorso né potrebbe in quanto troppo vasta, problematica e legata alla nostra storia culturale è la tematica religiosa.

Ulteriori spunti di riflessione:
"Presunte somiglianze tra Cristianesimo e Mitraismo" - Fonte: wikipedia.org

Il culto di Mitra ha origini molto antiche (intorno al 1400 a.C.), ma si deve distinguere la forma originaria, quella indo-persiana, dalla versione romana, che ne è una rielaborazione originale.
Cristianesimo e Mitraismo (come moltissime altre religioni) hanno le seguenti credenze sul mondo, il destino, paradiso ed inferno (il primo abitato dai beati, il secondo popolato da demoni), e l'immortalità dell'anima. Le loro concezioni sulla battaglia tra Bene e Male sono praticamente identiche, inclusa una grande e finale battaglia alla fine dei tempi. Tutte e due aspettano il giudizio finale e la resurrezione. L'immagine di Mitra veniva sepolta in una tomba all'interno di una caverna e questa veniva ritualisticamente rimossa ogni anno e si diceva che tornasse alla vita di nuovo. Il trionfo di Mitra e l'ascensione al Paradiso erano celebrati durante l'equinozio di primavera, quando le ore di luce cominciano a prevalere su quelle di buio.
Secondo una leggenda iranica Mitra sarebbe nato da una donna vergine, come Gesù. Il tema della nascita delle divinità da vergini è presente in moltissime religioni antiche. In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella costellazione della Vergine, pertanto il Sole sarebbe "nato da una Vergine".
Sia la nascita di Mitra che quella di Gesù sono celebrate il 25 dicembre, in virtù dell'identificazione prima dell'uno poi dell'altro con il Sol Invictus. Il solstizio d'inverno per il suo carattere simbolico di vittoria sulla tenebra diventò un riferimento alla vittoria del bene sul male.
La questione dei legami fra Cristianesimo e Mitraismo è molto antica e tuttora alcuni studiosi affermano che il Cristianesimo sia nato dal Mitraismo.

"Non dovete credere solo perché alcune cose sono contenute in antichi manoscritti,
non dovete credere solo perché questa è la fede del vostro paese,
non dovete credere solo perché siete stati indotti a farlo dai vostri pavidi genitori e dai vostri maestri, ma ragionate sulla verità delle cose,
e se dopo averle analizzate ritenete che possano essere buone, allora credeteci pure e vivete in armonia con esse.
Evitate però di costringere gli altri a farlo." - http://tempopassato.eu/misteri/Il%20culto%20del%20sole.html

Estratti dalla pagina appena citata:
Elementi storici molto importanti e studi seri hanno evidenziato ripetutamente che la religione cristiana altro non è che l'ennesima riproposizione del culto del Sole: come già era avvenuto più volte prima della nascita di Gesù, la religione cristiana è solo una delle religioni che tenta di riproporre nei dettagli l'antica religione del culto del Sole.

Le divinità "solari"

Horus è il Dio Sole dell’Egitto, risalente all’anno 3000 avanti Cristo. È la divinità del sole antropomorfa più importante, e la sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del Sole nel cielo.
Horus è nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita è stata accompagnata da una stella dell’est che i re seguirono per trovare il neonato salvatore e portagli dei doni. All'età di 12 anni era un prodico insegnante adolescente, all’età di trenta anni egli fu battezzato da Anup e da quel momento iniziò il suo ministero.
Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui mentre compiva miracoli come la guarigione dei malati e il camminare sulle acque. Ad Horus venivano attribuiti nomi simbolici come "La verità", "La luce", "Il figlio eletto di Dio", "Il buon pastore", "L'Agnello di Dio" e molti altri. Dopo essere stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per tre giorni, dopodiché è risorto.
Questa stessa struttura mitologica è stata ripresa da molte altre divinità successive.
Mitra della Persia, 1400 a.c., è nato da una Vergine il 25 dicembre in una grotta, veniva chiamato "Il Salvatore", "Il Redentore", "Il Messia", "la via e la verità", ed il altri modi. Egli aveva 12 discepoli e compiva miracoli, la sua religione comprendeva il rito dell'Eucarestia, della benedizione e del battesimo. Dopo la sua morte venne sepolto per 3 giorni dopodiché è risorto. Il giorno sacro per il culto di Mitra era la domenica detto anche "Giorno del Signore", e la sua resurrezione veniva celebrata ogni anno nel giorno di Pasqua.
Krishna dell'India, 1200 a.c., è nato da una vergine il 25 dicembre in una grotta con una stella dell’est che segnalava il suo arrivo, alla sua nascita ha ricevuto la visita di tre uomini saggi che gli hanno portato in dono delle spezie, è sopravvissuto ad un infanticidio da parte di un re, ha compiuto miracoli con i suoi discepoli e si è anche trasfigurato, fu crocifisso (alla sua morte il Sole si oscurò) e poi è risorto dopo tre giorni. Krishna ritornerà sulla terra per giudicare i morti.
Attis della Frigia, 200 a.c., è nato da una vergine il 25 Dicembre, veniva chiamato "La Verità", "La Luce" ed in molti altri modi, fu crocifisso, sepolto e poi risorto dopo tre giorni.
Dioniso/Bacco della Grecia, 200 a.c., è nato anche lui il 25 dicembre da una vergine, era un insegnante viaggiatore che compiva miracoli come trasformare l'acqua in vino, veniva chiamato "Re dei Re", "L'Unigenito di dio", "L'Alfa e l'Omega" ed in molti altri modi, fu crocifisso dopodiché è risorto. Ovviamente queste sono tutte le caratteristiche peculiari di Gesù Cristo.
Per farla breve, ci sono dozzine di salvatori nati il 25 dicembre, per lo più da una vergine, che hanno effettuato miracoli, sono morti su croci/alberi/oggetti fatti di legno, poi sono risorti, e presentano tra loro delle somiglianze impressionanti. La domanda sorge spontanea: perché queste caratteristiche?

Il perché delle caratteristiche comuni delle divinità del sole

Innanzitutto, la sequenza della nascita ha un’origine del tutto astrologica: La “stella d’oriente” non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”.
La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè la divinità del Sole) nascerà.
C’è un altro fenomeno molto interessante che si verifica nei giorni tra il solstizio d’inverno e il 25 dicembre: dal solstizio d’estate (Giugno) al solstizio d’inverno (21 dicembre) i giorni diventano sempre più corti e freddi e, dalla prospettiva del nostro emisfero, ovvero quello nord, il Sole appare muoversi verso sud e diventare più piccolo e debole, e quindi il Sole sembra quasi "morire".
Il 22 dicembre la “morte” del Sole si realizza completamente quando cioè raggiunge il punto più basso nel cielo. La cosa particolare è questa: dal punto di vista visivo, il Sole smette di muoversi verso sud per 3 giorni.
Durante questo periodo, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud (la costellazione di Crux), e dopo questo periodo di tre giorni, il Sole ricomincia a muoversi questa volta verso nord facendo presagire giorni più lunghi, più calore e primavera.
Il Sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni per poi risorgere e nascere di nuovo: da qui l'idea di crocifissione, morte per 3 giorni e resurrezione che è comune a tante divinità del Sole come Gesù.
Tuttavia, gli antichi non celebravano la resurrezione del Sole sino all’equinozio di primavera, o Pasqua, e questo perché solo a partire dall’equinozio di primavera il Sole supera la forza maligna dell’oscurità e le ore di luce superano le ore di buio.
La vergine Maria non è altro che la costellazione Virgo (vergine), il geroglifico antico per Virgo era la M modificata, ecco il perché Maria, come molte altre madri vergini, iniziano per M. Alla costellazione Virgo ci si riferisce anche come “Casa del Pane”, la rappresentazione di Virgo è una vergine che porta con se un covone di grano, ed il simbolo del grano rappresenta i mesi di Agosto e Settembre, il tempo cioè della mietitura. È interessante il fatto che Betlemme si traduce letteralmente come “Casa del Pane”.
Gli Apostoli sono semplicemente le 12 costellazioni dello Zodiaco, assieme ai quali Gesù, essendo il Sole, viaggia. In effetti, il numero 12 è ripetuto di continuo in tutta la Bibbia.
Ritornando alla croce dello Zodiaco con la sua rappresentazione della vita del Sole, essa non era solo una rappresentazione grafica o uno strumento per identificare i movimenti del sole, ma era anche un simbolo di spiritualità pagano identificato graficamente con una croce con un cerchio all'interno, cioè quello che è anche il simbolo della cristianità. Questa è la ragione per cui Gesù nell'arte sacra antica veniva sempre mostrato con la sua testa nella croce, in quanto Gesù è il Sole, "il Sole di Dio", "la Luce del Mondo", "il Salvatore Risorto", "Colui che ritornerà ancora o che rinascerà ancora", "La Gloria di Dio che difende contro le forze dell'oscurità".

[1] - Tratto da Teorie delle Comunicazioni di Massa, M.L. DeFleur e S.J. Ball-Rokeach, ed. il Mulino


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