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Riflessioni sull'origine del Cristianesimo
Roberto Di Molfetta
Il seguente documento è frutto di semplici opinioni personali, e non costituisce che un arricchimento al dibattito sulle religioni.
Provocazione: Perché si dice "credo in Cristo" ?
Si crede piuttosto in quei libri umani dove ci sono scritte molte cose, ma dei quali non c'è prova di intervento di un Dio ad ispirarli. I vangeli potrebbero essere degli ottimi, insuperabili romanzi. Perché devono essere per forza sacri ? Così si ragiona al contrario: si vuole dimostrare una cosa dandola già per scontata.
Dovrebbero prima dimostrarci che i vangeli sono i resoconti della vita di un Dio e poi potremmo credere che sono sacri e non dirci che sono sacri e perciò credere alle cose inverosimili che ci sono scritte (miracoli, resurrezioni, ascensioni, gravidanze senza rapporti o inseminazioni).
Fin dai primissimi anni della civiltà umana, l'uomo ha dato grande importanza agli astri, in quanto la conoscenza astronomica era fonte di conoscenza delle stagioni, del comportamento della Luna e del Sole, cose che per un mondo dove la Natura guidava il comportamento umano, con la coltivazione di piante alimentari, e la navigazione con relative maree, erano essenziali per avere buoni raccolti, ottimo pescato.
L'area dove il nostro progenitore, l'uomo di Cro Magnon, iniziò a prosperare divenne sempre più secca, e divenne sempre più difficile sopravvivere praticando la caccia e la raccolta. L'uomo di Cro Magnon si ritirò nella terra fertile del Tigri e l'Eufrate. All'inizio sopravvisse continuando a raccogliere quanto trovava, per esempio grano selvatico. Ma gli ulteriori mutamenti climatici resero sempre più inadeguato questo stile di vita. Così, lentamente, a partire dal 10000 a.C. circa, l'uomo di Cro Magnon mise a punto le tecniche necessarie per diventare agricoltore. In un primo tempo si limitò a seminare le piante selvatiche, tornando poi più tardi per raccogliere quanto era cresciuto. Nello stesso periodo si ebbe la domesticazione degli animali, e anche questo fu un processo accidentale: prima interessò i cani, poi i cavalli, le pecore, le capre e infine il pollame. Per un lungo periodo iniziale, l'agricoltura si alternò al nomadismo. Poi, a partire dal 6500 a.C. circa, prevalsero l'agricoltura stanziale e la vita sedentaria di villaggio. L'esistenza divenne sempre più stabile, prevedibile e sicura. Gli individui vivevano più a lungo e la popolazione aumentò di numero[1]. Si può dire che la corrispondenza tra il paradiso terrestre della Bibbia e quello storico non sia peregrina.
In più c'è da dire che i primi uomini, non avendo informazioni scientificamente esatte sulla presenza e l'influenza degli oggetti nel cielo, ipotizzavano gli stessi avessero un potere enorme sulle loro vite.
Da qui la nascita dell'astrologia. In più non va dimenticato che di tutti gli astri, il più importante, anche per chi vorrebbe ignorarlo, è il Sole, che logicamente gli antichi sapevano essere determinante per il clima, l'agricoltura, il benessere dell'uomo su questa terra.
Se il Sole è troppo caldo si hanno siccità e sofferenze, quando fa freddo si hanno patimenti e tempo difficile da gestire e sopportare. Fin dall'inizio e presso una pletora di popoli della nostra storia più antica, il Sole veniva considerato una divinità per questa potenza enorme sui destini degli uomini. I popoli americani precolombiani sacrificavano addirittura gli esseri umani al Sole.
Ora, quello che riflettendo ho pensato riguardo ai Vangeli cristiani, è che essi non siano altro che la antropomorfizzazione, cioè la trasformazione in esseri e vite umani di fenomeni astronomici conosciuti agli antichi.
Il culto del Cristo altri non è che un culto solare celato dietro la vita di una persona riportata nei libri evangelici.
La stessa croce su cui è sacrificato il Cristo non è altro che la simbologia delle stagioni, dove il Sole sacrifica se stesso per offrire calore ed energia al pianeta Terra, il suo cuore. L'estate è la testa, i piedi l'inverno, le stagioni medie le due estremità superiori. In questo ciclo continuo delle stagioni il Sole sacrifica se stesso per il benessere della Terra. Questa è almeno la visione che ne avevano gli antichi che hanno steso le righe del Nuovo Testamento, che alcuni testi vogliono scritto nell'Egitto del I secolo d.C., nazione dove gli scribi erano imbevuti di cultura adorante il Sole, abituati a vedere quello che per noi è un astro come una divinità manifestantesi in cielo.
La stessa vita di Cristo non è altro che un insieme di fatti astronomici velati da biografia: i dodici apostoli non sono altro che le dodici sezioni del cielo dove il Sole viene ospitato, e lo scorpione è dove si indebolisce, il traditore. Il Sole compie autentici miracoli naturali: moltiplica il cibo, sembra resuscitare i malati defunti con il suo benefico effetto, sembra camminare sulle acque al tramonto.
In più la nascita da una vergine era un mito che si tramandava da culti molti più antichi del cristianesimo, come la nascita del dio Mitra. Curioso il fatto che il 25 dicembre venisse considerata come data di nascita di molte divinità.
"Padre nostro, che sei nei cieli" evidente richiamo al Sole; "sia santificato il tuo nome": la domenica, nei paesi anglosassoni, si chiama Sunday, il giorno del Sole; "dacci oggi il nostro pane quotidiano" chiaro riferimento al raccolto che per i popoli antichi, fondati sulla civiltà contadina, era ricchezza fondamentale.
Mi si può obbiettare che i romani antichi l'usavano normalmente come punizione esemplare: ma il culto nascostamente solare del cristianesimo l'ha presa a simbolo della sua personificazione del sacrificio del Sole nel donare la vita e così l'ha diffusa. Il fatto è che per secoli la religione cristiana ha imposto di credere in libri scritti da esseri umani dove si propagandavano resurrezioni, vergini incinte senza intervento umano, camminate sull'acqua, moltiplicazioni dei pani e dei pesci, e si può civilmente obiettare che queste cose sembrano nascere più dalla personificazione allegorica dei comportamenti astronomici, cultura del tempo, che da una verità oggettiva, in realtà mai dimostrata. Affermo queste cose nel tentare di aprire gli occhi a chi crede in simili cose per abitudini o per il mero fatto di essere nato in Italia. Meglio sarebbe se, una volta informati di come storicamente le culture di ogni tempo rendono simbolico il loro modo di vedere il mondo, si continuasse a credere nella propria religione con un consenso diciamo così, informato.
Probabilmente, molte persone colte sono già arrivate alle conclusioni del presente scritto, e sicuramente con una mole di documentazione ben superiore.
Ma stante l'importanza storica e sociale delle religioni, sicuramente preferiscono seguire la massa semplicemente di coloro che si definisco laici o atei, ben sapendo che la libertà di coscienza è tollerata nella società attuale ma meno la possibilità di discutere liberamente, senza paraocchi inculcati dall'infanzia in una società quasi monoreligiosa, discutere di religione e di religioni partendo dal presupposto che tutte esse si possono ricondurre alla produzione culturale storica del genere umano, come le leggende o i romanzi considerati tali.
Un sito come questo, pronto ad accogliere le scienze sociali come punto importante dello svelamento delle coercizioni, della socializzazione, come momento di inculcamento di una visione del mondo che può rimanere acritica se lasciata avvizzire nell'abitudine sclerotizzante, vuole con questa pagina fornire un punto di dibattito che ovviamente non esaurisce il discorso né potrebbe in quanto troppo vasta, problematica e legata alla nostra storia culturale è la tematica religiosa.
[1] - Tratto da Teorie delle Comunicazioni di Massa, M.L. DeFleur e S.J. Ball-Rokeach, ed. il Mulino